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13 fatti curiosi sulla lingua armena


13 fatti curiosi della lingua armena

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La lingua armena è una lingua antichissima, con una storia molto ricca. Viene parlata da secoli e ancora oggi è usata da milioni di persone in tutto il mondo.

Nel mondo ci sono circa 7–8 milioni di parlanti armeni, ma meno della metà di loro (circa 3,5 milioni) vive in Armenia. Gli altri vivono nella diaspora, in molti Paesi diversi.

Fin dall’antichità in Armenia esisteva una forte tradizione di traduzione. Per questo motivo molti testi antichi sono arrivati fino a noi solo grazie alle traduzioni in armeno: gli originali sono andati perduti, ma le versioni armene si sono conservate.

Esistono due principali varianti della lingua armena: l’armeno occidentale e l’armeno orientale. Si differenziano per pronuncia e grammatica, ma condividono una stessa base scritta, chiamata armeno classico o grabar. Inoltre esistono circa 60 dialetti, che prendono il nome dalle regioni in cui sono parlati, come il lori, il tavush o il syunik.

L’armeno appartiene a un ramo indipendente delle lingue indoeuropee. Questo lo rende molto diverso dalle lingue vicine come il turco o il persiano.

La lingua armena utilizza anche un sistema di punteggiatura unico. Al posto del punto si usa spesso il due punti, mentre il punto interrogativo [ ՞ ] e quello esclamativo [ ՜ ] non si mettono alla fine della frase, ma sopra la vocale accentata della parola principale.

La prima rivista armena, chiamata “Vestnik”, è apparsa nel 1794 a Madras, in India. Il primo giornale armeno, “Notizie Orientali”, è stato pubblicato dal 1815 ad Astrakhan, in Russia.

La parola più lunga della lingua armena è
արևաճաճանչապայծառափայլատակուություններ
(arevachachanchap’aytsarap’aylatak’ut’yunner): ha 35 lettere e significa qualcosa come “irradiazione luminosa del sole”.

La parola “Bibbia” in armeno è Astvatsashunch, che significa letteralmente “Respiro di Dio”. Curiosamente, la traduzione della Bibbia in armeno non iniziò dal libro della Genesi, ma dai Proverbi di Salomone. La prima frase tradotta parlava della conoscenza della saggezza e dell’intelligenza.

La lingua armena ha circa 11.000 parole di base, da cui si formano molte nuove parole. Gli armeni, in generale, non amano i prestiti linguistici e preferiscono creare termini usando le proprie radici.
Per esempio:

  • costituzione → sahmanadrutyun
  • fotografia → lusankar
  • shashlik → khorovats
  • i ravioli armeni si chiamano boraki

I cognomi armeni più diffusi sono Harutyunyan, Mkrtchyan e Hovhannisyan.
Petrosyan significa “del padre”,
Martirosyan vuol dire “martire”,
Jigarkhanyan significa “nobile vincitore” o “gloria del vincitore”.

Anche i nomi maschili armeni hanno significati interessanti:

  • Arakel – apostolo
  • Aram – misericordioso
  • Ashot – speranza di questo mondo
  • Gagik – celeste
  • Karen – generoso
  • Mkrtich – battista
  • Razmik – guerriero

Alcuni equivalenti di nomi biblici:

  • Hakob – Giacobbe
  • Hovhannes – Giovanni
  • Markos – Marco
  • Matevos – Matteo
  • Movses – Mosè
  • Samvel – Samuele

I nomi femminili armeni sono altrettanto poetici:

  • Alvard – rosa rossa
  • Almast – diamante
  • Anush – dolce
  • Astghik – stellina
  • Arevik – piccolo sole
  • Garunik – primavera
  • Taguhi – regina
  • Manushak – viola
  • Nunufar – ninfea
  • Shushan – giglio
  • Satenik – color ambra
  • Siranush – amore
  • Sirun – bella
  • Tatevik – “colei che dona le ali (forza divina)”

Il frutto simbolo dell’Armenia è l’albicocca. La striscia arancione della bandiera nazionale la rappresenta proprio. Non a caso, per molto tempo in Europa le albicocche venivano chiamate “mele armene”.

E infine, un ultimo fatto indiscutibile:
le traduzioni dall’armeno è meglio affidarle al nostro agenzia di traduzione.
Contattateci: saremo felici di aiutarvi 😊


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